1985
Sentieri segreti conoscono una casa di campagna: un orto, un laboratorio, ciliegi e viti. Qualche rosa, poi gli alberi. È qui, in questo spazio ampio, al confine tra una forte connotazione ed una estrema espansione del luogo, che nasce lo spettacolo di Roberto Paci Dalò e Isabella Bordoni. Le musiche, appositamente composte per lo spettacolo, sono eseguite dal vivo. Nude nella loro solitudine, si offrono con quieta naturalezza. Sono tracciati sulle partiture percorsi, geografie di suoni e di segni. Orientamenti per le nostre esplorazioni.
Gli occhi vedono tutto e vedono anche più in là, l’anima si distrae e si compie oltre questo raggio d’osservazione. Si compie dentro quando il pensiero parte e torna dagli spazi vuoti e bianchi, o quando il pensiero non torna e allora danzano le idee nei salti percettivi dello spazio e del tempo. Ogni quadro è un evento le cui immagini hanno forza evocativa e il significato di segni, la loro staticità si scompone nei giochi di frammentazione con le luci; così i passaggi del buio ci accompagnano nelle rientranze, nei recessi del pensiero, così il silenzio è un evento e in esso riposa o vaga la transitorietà degli atti. L’apertura sulla stanza e la sua successiva dilatazione ci fa giocare con la percezione degli spazi, con lo spostamento dall’interno all’esterno avviene insieme ad esso una comune peregrinazione. All’esterno riconosciamo i luoghi della memoria, il riposo, l’ospitalità di alcune tende, più avanti l’osservatore partecipa al superamento di queste due dimensioni e l’astrazione è in un repertorio di immagini, stoffe colori segni come tracce d’esistenza. Il finale è un richiamo esplicito alla terra, qui le luci e i suoni sospendono / appendono le immagini ferme, vere, reali, qui l’evidente concretezza crea lo spazio più ampio e segreto in cui entrare.