2025
Una nuova partitura di Roberto Paci Dalò per Nosferatu, eine Symphonie des Grauens, un film muto diretto da Friedrich Wilhelm Murnau e proiettato per la prima volta il 4 marzo 1922 a Berlino. Considerato il capolavoro del regista tedesco e uno dei capisaldi del cinema horror ed espressionista, Nosferatu il vampiro è ispirato liberamente al romanzo Dracula (1897) dello scrittore irlandese Bram Stoker.
Nel 1995 la Cineteca di Bologna esegue il restauro del film che viene eseguito in anteprima mondiale a Cesena al Cinema Eliseo con musica creata da Roberto Paci Dalò e David Moss. Qualche giorno dopo il film viene presentato a Bologna con l’aggiunta di una nuova colonna sonora per orchestra composta da James Bernard. Tre decadi più tardi nasce nello stesso luogo una nuova partitura creata da Roberto Paci Dalò per la stessa pellicola di culto. La composizione è eseguita in trio dall’autore insieme a Diego Sapignoli e Giacomo Vanelli.
In Giappone, durante l’epoca del cinema muto, per spiegare la trama di un film dal punto di vista sonoro, si collocava accanto allo schermo un attore che dava voce ai vari personaggi, ideando pose, costumi e linguaggi per interagire sia con il film che con il pubblico. Questo narratore era chiamato benshi e la sua figura discendeva direttamente dal teatro Nō. Con l’avvento del cinema sonoro, purtroppo, il suo lavoro divenne superfluo.
Roberto Paci Dalò concepisce il suo intervento sonoro per Nosferatu come una narrazione nello spirito del benshi. Infatti, l’antica pratica cinematografica ammetteva che il benshi potesse creare un proprio filo narrativo, distinto o parallelo a quello della pellicola. Per questo motivo, l’autore sottolinea che il suo lavoro non è un semplice accompagnamento musicale, ma un vero e proprio intervento cinematografico dal vivo: un racconto acustico che dialoga criticamente con le immagini, restituendo al film una dimensione performativa e rituale.