1996
Metrodora è un progetto di Giardini Pensili a cura di Isabella Bordoni e Roberto Paci Dalò, disegnato da Oreste Zevola. Metrodora è un pezzo di teatro che utilizza le tecnologie digitali e della trasmissione per espandere la percezione di elementi di base semplici e quotidiani, naturale sviluppo del lavoro realizzato durante il festival di Santarcangelo nel 1995 (teatro dell’ascolto) e del laboratorio Metrodora in collaborazione con l’università di Bologna DAMS, la Soffitta.
È inoltre un tributo, un omaggio a Demetrio Stratos uno degli artisti più significativi di questi ultimi anni, anche per avere saputo coniugare la ricerca ‘colta’ con la cultura pop. Di Demetrio viene ‘usata’ la voce campionata che permette di averlo solista in un’opera completamente nuova. Metrodora è un progetto ipertestuale (testo, immagine, suono) che accade nello spazio fisico della performance e contemporaneamente sulle reti telematiche. E’ una favola (Il mago di Oz) presa come riferimento ma in modo tale da poterne stravolgere i nessi, una favola che, come tutte le favole, presuppone un viaggio, un attraversamento, degli incontri, dei riti di iniziazione visti alla luce di un solido pragmatismo americano. Il mago di Oz rappresenta l’incontro tra la tradizione fabulistica europea e la ‘nuova frontiera’: da un punto di vista drammaturgico proprio l’idea del viaggio costituisce il corpo dell’intero lavoro. Un viaggio anche attraverso il mondo dei disegni di Oreste Zevola (il mago ?) di simbologia fortissima nella sua rappresentazione del corpo patologico ed estatico.