1994
Auroras, teatro dell’ascolto, di Roberto Paci Dalò è un’opera che riconduce il melodramma alla sua idea originaria: la dimensione fabulistica. Di una favola, di una storia da raccontare si tratta.
Come Rabbi Nahman di Breslav decide di gettare nel fuoco le sue opere scritte per mettersi a raccontare storie popolate di re, principesse, mendicanti, demoni, saggi, folli. Quelle storie che già contengono tutte le domande che muovono la gente e la spingono a cercare. Più intimi e personali sono i pensieri, più riflettono pensieri universali e atemporali come la nascita, l’amore, la morte. Il corpo – perché parziale e caduco – quale strumento di conoscenza. (La filosofia senza corpo è incompleta. L’esperienza non è fatta.) Gioco del teatro nel teatro. Ascolto della memoria secondo un processo di sottrazione piuttosto che di accumulo per una approssimazione al silenzio. Nella narrazione intervengono i personaggi che sono strumenti e voci. I cantanti sono essi stessi evocazioni dei tradizionali cantanti d’opera. Riflessione intima sulla memoria. Esercizio e disciplina dell’ascolto.