Roberto Paci Dalò è autore, compositore, regista, artista visivo e sonoro, musicista, performer e radiomaker. La sua ricerca nasce dall’incontro tra disegno e suono, due forme parallele di scrittura attraverso le quali costruisce spazi percettivi dove voce, immagini, corpi, memoria e luoghi entrano in relazione. Arte, scienza, natura e voce sono alcune delle parole chiave della sua ricerca.
Sviluppa una pratica artistica fondata sull’ascolto e sulla costruzione dello spazio, che si manifesta attraverso musica, teatro, radio, cinema, installazione e media digitali. Il suo lavoro consiste nella creazione di ambienti temporanei e permanenti nei quali opere, performer e pubblico partecipano alla costruzione di un’esperienza sensoriale condivisa.
Si definisce un disegnatore di spazi percettivi: ambienti fisici, sonori e immateriali nei quali suono, voce, immagini, testi e architetture generano condizioni di esperienza. Teatro, concerto, installazione, cinema, radio, una conferenza pubblica o una conversazione possono assumere la forma di eventi performativi, momenti nei quali il tempo quotidiano viene sospeso e si apre uno spazio particolare di attenzione e partecipazione.
Attraverso suono, voce e spazio l’opera diventa un evento rituale, una forma di meditazione e di incontro collettivo: un luogo-tempo nel quale la presenza del pubblico non è elemento passivo, ma parte della costruzione dell’esperienza.
Ha studiato musica e arti visive tra Ravenna e Fiesole. Fin dagli anni Ottanta il suo lavoro si sviluppa attraverso una relazione continua tra composizione musicale, arti visive, scrittura e progettazione dello spazio. Il disegno costituisce uno strumento fondamentale della sua pratica: mappe, taccuini, diagrammi e annotazioni accompagnano la nascita delle opere e spesso diventano essi stessi lavori autonomi.
La linea, la mappa e il segno hanno nel suo lavoro una funzione compositiva analoga al suono: orientano, mettono in relazione, costruiscono percorsi. Molti suoi libri sono riproduzioni anastatiche di taccuini nei quali convivono testi, disegni, mappe, immagini e materiali progettuali. Il quaderno diventa una cartografia del processo creativo, un luogo nel quale pensiero visivo e pensiero musicale si incontrano.
La cartografia, il paesaggio sonoro e la geografia culturale costituiscono strumenti centrali della sua ricerca. Attraverso suoni, voci, archivi e tracce dei luoghi costruisce opere nelle quali territorio, memoria e immaginario si intrecciano. La sua pratica può essere letta come una cartografia dell’ascolto, nella quale disegno e suono diventano strumenti per attraversare e comprendere lo spazio contemporaneo, e l’ascolto si configura anche come pratica di custodia della memoria.
Questa poetica è al centro di PNEUMA. Giardini Pensili: un paesaggio sonoro, pubblicazione che raccoglie materiali, immagini, testi e riflessioni legati ai primi vent’anni di attività di Giardini Pensili. Il volume, costruito come un taccuino di lavoro, restituisce una concezione del suono come paesaggio e della composizione come attraversamento di territori fisici e immaginari.
È tra i pionieri europei nell’impiego artistico di Internet e delle tecnologie digitali, utilizzate fin dai primi anni Novanta come ambienti creativi, performativi ed espositivi. La rete, nel suo lavoro, non è un semplice strumento tecnico ma uno spazio culturale e percettivo nel quale sviluppare nuove forme narrative e relazionali.
Negli anni Novanta ha elaborato il concetto di media dramaturgy (drammaturgia dei media), una riflessione sul ruolo della composizione drammaturgica oltre il teatro, applicata ai dispositivi narrativi, tecnologici e spaziali della contemporaneità.
Dal 1985 è tra i fondatori di Giardini Pensili, realtà di ricerca e produzione artistica attiva nel teatro musicale, nella ricerca sonora, nella radio e nelle arti performative, con uno spazio fisico concepito come luogo di lavoro, incontro e residenza per artisti.
Nel 1995, agli albori del Web, ha fondato Radio Lada, una delle prime web radio d’arte al mondo, concepita come spazio espositivo per la sound art e le pratiche artistiche radiofoniche. Nato all’interno della ricerca di Giardini Pensili e del festival LADA – L’Arte dell’Ascolto, il progetto ha anticipato una concezione della rete come ambiente curatoriale e performativo, trasformando Internet in un luogo dedicato alla produzione, alla diffusione e alla fruizione dell’arte sonora.
Radio Lada nasce dalla convinzione che la radio non sia soltanto un mezzo di trasmissione, ma un ambiente creativo nel quale voce, suono, silenzio, memoria e immaginazione costruiscono forme di esperienza. La sua ricerca considera l’ascolto come pratica artistica e spazio di relazione: una composizione invisibile capace di attivare luoghi e comunità attraverso il suono.
Il progetto continua oggi la propria attività come spazio espositivo radiofonico all’interno di Usmaradio – Centro di Ricerca per la Radiofonia dell’Università degli Studi della Repubblica di San Marino, mantenendo viva una ricerca iniziata negli anni Novanta sul rapporto tra radio, arte sonora, performance e pratiche contemporanee dell’ascolto.
Nel 1999 ha ideato e diretto Itaca – il palcoscenico elettronico del Teatro di Roma, progetto infrastrutturale e media lab collocato all’interno del Teatro Argentina, dedicato all’incontro tra teatro, musica, radio, arti digitali e reti telematiche. Dal 2006 al 2016 ha creato e diretto Velvet Factory all’interno del Velvet Club di Rimini, laboratorio dedicato alla musica, alle arti visive, alla performance e alle culture elettroniche.
Dal 2017 è fondatore e direttore di Usmaradio – Centro di Ricerca per la Radiofonia dell’Università degli Studi della Repubblica di San Marino, dove insegna Exhibit e Experience Design. La sua attività didattica nasce dalla convinzione che progettare uno spazio significhi progettare una relazione: gli ambienti non sono contenitori delle opere, ma dispositivi capaci di generare esperienze.
Fin dagli anni Ottanta ha sviluppato un corpus di opere teatrali, teatro-musicali, radiofoniche e performative nelle quali scena, composizione, voce, elettronica e spazio si trasformano reciprocamente. Ha scritto, composto e diretto circa cinquanta opere tra teatro e teatro-musica presentate in contesti internazionali, sviluppando parallelamente una vasta produzione radiofonica e di Hörspiele realizzata per emittenti europee.
Molti suoi lavori attraversano diversi formati: nascono come opere sceniche e diventano installazioni sonore, film, pubblicazioni, site-specific, trasmissioni radiofoniche o dispositivi performativi. Questa trasformazione continua dei materiali costituisce uno degli elementi fondanti della sua ricerca.
Le sue opere prendono forma tanto in teatri, musei e sale da concerto quanto in architetture storiche, siti industriali, paesaggi naturali, spazi urbani e ambienti digitali. Ogni progetto nasce dall’ascolto del contesto nel quale prende forma: acustica, memoria, storia e caratteristiche fisiche del luogo diventano materiali della composizione. Lo spazio non costituisce lo sfondo dell’opera, ma una presenza attiva che ne determina la struttura e l’esperienza.
Ha collaborato con interpreti e autori della scena contemporanea internazionale, dirigendo tra gli altri Umberto Orsini, Arnoldo Foà, Franco Branciaroli, Sandro Lombardi, Enzo Moscato, Roberto Latini, Massimo Popolizio, Marcello Sambati, Rita Maffei, Anna Bonaiuto, Patrizia Valduga e Silvio Orlando. Le sue composizioni sono state eseguite da musicisti ed ensemble quali Kronos Quartet, Stefano Scodanibbio, Julia Kent, Sainkho Namtchylak, David Moss e Tom Cora.
Come musicista utilizza clarinetto, voce ed elettronica sviluppando una pratica che intreccia composizione, improvvisazione e presenza performativa. Un lungo percorso di ricerca sulle tradizioni musicali dell’Europa sud-orientale, del Caucaso e del Mediterraneo orientale — dalla Grecia all’Albania, dall’Armenia alla Georgia, dalla Romania alla Bulgaria — ha nutrito il suo rapporto con il clarinetto e con le forme della vocalità popolare e rituale.
Questo studio si è sviluppato anche attraverso un’immersione diretta nei territori e nelle comunità, frequentando luoghi di culto e di ascolto quali moschee, sinagoghe e chiese ortodosse, dove musica, voce e rito costituiscono ancora pratiche vive di relazione collettiva.
La voce costituisce uno dei nuclei fondamentali del suo lavoro: materia fisica, archivio vivente e spazio di relazione tra corpo, memoria, linguaggio e ambiente.
La poesia occupa un ruolo centrale nella sua ricerca. Attraverso collaborazioni con poeti contemporanei e il confronto con la tradizione poetica, lavora sull’oralità come dimensione originaria del testo: la poesia torna corpo, respiro, foné e presenza attraverso la scena, la musica e la voce.
La sua ricerca si confronta anche con la tradizione classica intesa come territorio vivo di forme, immagini e pratiche dell’ascolto. Attraverso il lavoro sulla voce, sulla poesia e sulla scena, il testo torna alla sua dimensione originaria di corpo sonoro e gesto condiviso, mettendo in relazione memoria antica e percezione contemporanea.
Ha collaborato con poeti quali Gabriele Frasca, Giorgiomaria Cornelio e Patrizia Valduga, sviluppando opere nelle quali parola, suono, elettronica e spazio costruiscono nuove forme di ascolto.
A questa ricerca appartengono il programma radiofonico Plurifonie per Usmaradio, dedicato alla storia della voce e della vocalità, e l’attività didattica presso Malagola – Scuola di vocalità e centro studi internazionale sulla voce (Ravenna).
Nel 1987, su invito del musicologo Israel Adler, ha fondato a Gerusalemme la RPD Klezmer Orchestra, primo ensemble italiano dedicato alla musica klezmer. L’attività del gruppo ha introdotto per la prima volta in Italia il termine klezmer, contribuendo alla conoscenza e alla diffusione di questa tradizione musicale nel nostro Paese.
Il rapporto tra immagine, suono e tempo attraversa anche il cinema. Le sue opere audiovisive nascono da una concezione del montaggio come composizione: immagini, archivi, paesaggi e materiali sonori vengono organizzati come elementi di una scrittura percettiva nella quale visibile e invisibile entrano in relazione.
Le sue opere sono state presentate in Europa, Asia, Africa e nelle Americhe in festival, teatri, musei e biennali internazionali tra cui Power Station of Art Shanghai, Ars Electronica Linz, Wien Modern, Inventionen Berlin, Sonambiente Berlin, Steirischer Herbst, Musikprotokoll Graz, Triennale Milano, Biennale di Venezia, Fundació Joan Miró Barcelona, Quadriennale di Roma, SUD – Salon Urbain de Douala e Wiener Staatsoper.
Ha ricevuto il Premio Napoli per la lingua e la cultura italiana e una fellowship del Berliner Künstlerprogramm del DAAD. È membro della Internationale Heiner Müller Gesellschaft di Berlino e della British Cartographic Society di Londra.
Esperto della Commissione europea nei settori arte, scienza e tecnologia, collabora con il New European Bauhaus. Su invito del gruppo SciArt del JRC – Joint Research Centre della Commissione europea ha scritto e disegnato eBAU. Art Dreams for the New European Bauhaus (Quodlibet, 2024).
Dal 2025 sviluppa a Yerevan, in collaborazione con hosq Foundation, progetti dedicati al rapporto tra patrimonio culturale, memoria, archivi e cultura digitale.
Tra i suoi album figurano Japanese Girls at the Harbor, 1915. The Armenian Files, Ye Shanghai e The Maya Effect. È direttore artistico di TACTUS Radio Festival e BIOMA, festival dedicato alle musiche radicali.
Tra le sue pubblicazioni: PNEUMA. Giardini Pensili: un paesaggio sonoro (Comune di Monfalcone, 2005), Ombre (Quodlibet, 2019), Filmnero (Marsèll, 2011), Millesuoni. Deleuze, Guattari e la musica elettronica (con Emanuele Quinz, Cronopio, 2005), Velvet. Rock Club Rimini (con Lucia Chiavari, NFC, 2026).
Nato a Rimini e cresciuto a Tremosine sul Garda, ha vissuto a Berlino, Napoli e Roma e ha trascorso lunghi periodi di lavoro e ricerca a Vancouver, Shanghai e Vienna, sviluppando nel tempo una pratica internazionale attraverso produzioni, residenze e collaborazioni in numerosi contesti culturali.
PAROLE
“… The most important thing is that everything works for the music. Music indefinitely simple and beautiful. This is an opera for me! An indefintely simple, beautiful, and serious opera!”
(about “Auroras”, Berlin Hebbel-Theater)
Giya Kancheli
“Roberto Paci Dalò’s concert at the Experimental Intermedia (NYC) was a surprise and a pleasure for me.
His attention to details is exactly what we need right now. The concert was a wonderful example in the nuances intonation and in the representation of the clarinet as a solo instrument and in the joining of music to words”.
Robert Ashley
“I enjoyed your music very much and wish you great success in your future projects. with best regards and much respect”
John Zorn
“Roberto Paci Dalò dà vita a composizioni di suoni e di immagini. Che siano flussi di coscienza, visioni, narrazioni o pulviscolo in sospensione di mondi possibili, c’è una cosa che li può eventualmente accomunare tutti: sono irradiati, diffusi, trasmessi. E inevitabilmente destinati a percorrere l’etere per l’eternità.”
Andrea Lissoni
“…if the new multimedia is going anywhere at all, Paci Dalò’s “Animalie” is leading the way, a truly great show!!!!”
Alvin Curran
“…a hauntingly vivid work…”
Barbara Casavecchia, Frieze Magazine
“…Roberto Paci Dalò creates a powerful composition of swirling sound, at times soothing and then jarring, but always deeply haunting.”
Clocktower Radio, NY C
“Ainsi qu’avec Roberto Paci Dalò un jeune compositeur qui signe la très belle musiques”
Jean-Marc Adolphe, l’Humanité
“With these means riduced to the minimum, Isabella Bordoni and Roberto Paci Dalò have produced a very high quality performance, proposing once again the modern myth of the total work of art”
Filiberto Menna, Paese Sera
“Roberto Paci Dalò used this sculpture as percussion material in a combination of songs, which were extraordinary because of the reflection of their echoes among the steel chamber. This was a wonderful example of the effect one artistic endeavor can have upon another”
Carl Djerassi, The Commonwealth
“With his clarinet, Dalò has introduced each of the four songs not according to the rules of a simple accompaniment, but intervening with them as a diligent interlocutor, extraordinary sharing and accomplice.”
Giulia Vannoni, Il Ponte
“The surprise of this festival might be the Italian clarinet virtuoso Roberto Paci Dalò who – performing with his trio Xeno – combined Jewish and Mediterranean music with improvisation and minimalistic elements. At the beginning one could still feel the tension and excitement while after the concert one couldn’t stop anymore and together with the original Lucky (“you don’t have to clap, just give me another beer”) from Ulrichsberg he proofed his unending repertoire from working songs such as Avanti popolo until the Internazionale”
Wolf Kampmann, Jazzthezik
“It is as we entry in a sideral space and the sound effects by Roberto Paci Dalò, coming from absolutely original instruments, contribute to make more tangible the first sensation”
Antonella Marrone, l’Unità
“Elle forment des partitions rigoureuses et esthetisée que Roberto Paci Dalò colore avec ses improvisations legerese, sereines et ambientes (…) a vrai dire, une vrai meraville”
osk, De Gentenaar
“A metallic sound of tubular bells proceeds and propagates in the darkness: it is the beginning of this peculiar sound action which will take us from distant horizont outlined by John Cage or Mauricio Kagel to the front of newness (…) this interlacement of sound and word elements is successful”
Enzo Restagno, Stampa Sera
“With the backing of some really wonderful music by Roberto Paci Dalò”
Bernadette Bonis, Ballett International
“Si sono distinti il barbagliante minimal-melodismo di curiosa ispirazione sarda, fuso con acrobatica bravura da Roberto Paci Dalò in Nodas [Kronos Quartet presentation in Milan]
Angelo Foletto, la Repubblica
“A very good choice was Roberto Paci Dalò, a clarinetist from Italy, who added to the play in the ensemble so beautifully Sardinian, Corsica and Yiddish elements”
Werner Urtlauf, Neues Volksblatt
TEAM & COLLABORAZIONI A GIARDINI PENSILI
TEAM
Roberto Paci Dalò composer, director, artist
Benedetta Bronzini dramaturg, archive’s director
Gabriele Frasca writer, dramaturg
Andrea Felli composer
Valentina Maggioli intern
MAIN COLLABORATIONS
Paolo Bragaglia musician
Gemma H. Carbone, director, performer
Giorgiomaria Cornelio poet, director
Heðin Ziska Davidsen musician
Letizia Gatti producer, curator
Mirco Ghirardini musician
Guido Guidi photographer
Wissal Houbabi poet, artist, performer, activist
Rupert Huber composer, musician
Robert Lippok musician, artist
Roberto Lucanero musician
Martin Mayes musician
Fabrizio Modonese Palumbo musician
Franco Naddei musician
Iolanda Pensa curator, theoretician
Giulia Pigliapoco performer, curator
Giacomo Piermatti musician
Francesco Poggianti musician
Alessandro Renzi curator
Mirko Rizzi producer, curator, publisher
Scanner aka Robin Rimbaud musician, artist
Pier Luigi Sacco economist
Diego Sapignoli musician
Paolo Tassinari graphic designer
Ida Travi poet
Patrizia Valduga poet
Giacomo Vanelli musician
Silvano Voltolina director, perforrmer
COLLABORATIONS
VISUAL ARTISTS, MEDIA ARTISTS
Robert Adrian X +
Paolo Atzori
Franco Biagioni
Francesco Bocchini
Martin Breindl
Tullio Brunone
Cristiano Carloni – Stefano Franceschetti
Maurizio Cattelan
Peter Courtemanche
Herman De Vries
Giovanni Gaggia
Kurt Hantschläger
KA:LU
Laura Kikauka
Igor and Svetlana Kopystianky
Richard Long
Mala Arti Visive
Antonio Marchetti
Francesca Mizzoni
Hermann Nitsch +
Filip Popovich
Massimo Pulini
Paolo Rosa +
James Rosen +
Mustafa Sabbagh
Floriano Secciani
Debra Solomon
Wolfgang Temmel
Mona Lisa Tina
Oreste Zevola +
WRITERS, POETS, PHILOSOPHERS
Yehuda Amichai +
Samih al-Qasim
Elisa Biagini
Isabella Bordoni
Franco Buffoni
Luca Cesari
Alessandro Dal Lago +
Gabriele Frasca
Mariangela Gualtieri
Tonino Guerra +
Marco Guzzi
Jolanda Insana +
Peter Kammerer
Alberto Masala
Predrag Matvejevic’ +
Leonardo Montecchi
Piergiorgio Odifreddi
Tommaso Ottonieri
Alexandra Petrova
Tiziano Scarpa
Carlo Sini
Colette Tron
Patrizia Valduga
Silvia Veroli
Sara Ventroni
Lello Voce
Levon Zekiyan
MUSICIANS, COMPOSERS, CONDUCTORS
Stefano Albarello
Luca Aquino
Vittoria Assembri
Sam Auinger
Agnese Banti
Llorenç Barber
Simone Beneventi
Han Bennink
Silvia Benvenuti
Nicola Bernardini
Bruno Chevillon
Andres Bosshard
Giancarlo Cardini +
Chiara Cattani
Demetrio Cecchitelli
Anna Clementi
Gerard Antonio Coatti
Luisa Cottifogli
Tom Cora +
Peter Courtemanche
Alessandro Culiani
Amelia Cuni +
Alvin Curran
Marco Dalpane
Moniek Darge
Maria Pia De Vito
Dietmar Diesner
DJ Palotai (Zsolt Palotai) +
Richard Dorfmeister
Werner Durand
Giorgio Fabbri Casadei
Andrea Felli
Fennesz
Fred Frith
E Zezi
Susanna Gartmayer
Gianni Gebbia
Gaia Ginevra Giorgi
Katalin Gyenis
Vinko Globokar
Delilah Gutman
Reni Hoffmueller
Rupert Huber
Bic Huong
Icarus Ensemble
Joan Jeanrenaud
Philip Jeck
Aaron Jay Kernis
Jacob Kirkegaard
Esti Kenan-Ofri
Kronos Quartet
Hans-Peter Kuhn
Christoph Kurzmann
Luigi Lai
Arianna Lanci
Joëlle Léandre
L’impero della luce
Bernhard Loibner
Roberto Lucanero
Giorgio Magnanensi
Zahara Mani
Gianni Maraldi
Elio Martusciello
Norbert Math
Miriam Meghnagi
Marco Mencoboni
Sergio Messina
Donna Molinari
Ernesto Molinari
Gordon Monahan
Jean-Marc Montera
David Moss
Lullo Mosso
Martin Mayes
Albert Mayr
Gavino Murgia
NicoNote
Musiques Nouvelles
Sainkho Namtchylak
Olga Neuwirth
NicoNote
Bob Ostertag
Guglielmo Pagnozzi
Miriam Palma
Gordan Paunovic
Hille Perl
Francesco Poggianti
Godfried Willem Raes
Terry Riley
Jon Rose
Joel Rubin
Lee Santana
Scanner aka Robin Rimbaud
Giancarlo Schiaffini
Domenico Sciajno
Dorothea Schürch
Stefano Scodanibbio
Massimo Semprini
Massimo Simonini
Andrea Sodomka
Stfano Spada
Luca Spagnoletti
Fabrizio Spera
Burkhard Stangl
Hannes Strobl
Gerfried Stocker
Hannes Strobl
Valeria Sturba
Akio Suzuki
Tibor Szemzö
Tenores di Bitti
United Berlin
Vincenzo Vasi
Virtuosi di Nuova Consonanza
Mia Zabelka
Carlos Zingaro
Stefano Zorzanello
Zu
DANCER & CHOREOGRAPHERS
Tania Arias Winogradow
Adriana Borriello
Carla Bottiglieri
Monica Francia
Anna-Liisa Lepasepp
Simona Lisi
Barbara Martinini
Azzurra Migani
Rebecca Murgi
Francesca Pennini
Enzo Pezzella
Margherita Pirotto
Maria Rivas Medina
Carlotta Sagna
Caterina Sagna
Junko Wada
FILMMAKERS, VIDEOMAKERS, VJs
Marco Bertozzi
Giacomo De Luca
Anna De Manincor
Cristiano Carloni – Stefano Franceschetti
Salvo Cuccia
Davide Montecchi
Mario Martone
Emanuele Russo
Maksim Surin
Gianluigi Toccafondo
DIRECTORS
Teodoro Bonci del Bene
Danilo Maglio
Mario Martone
Ferruccio Merisi
Gyula Molnàr
Cesare Ronconi
Marcello Sambati
THEORETICIANS, DRAMATURGS
Antonio Attisani
Roberto Ape Fabbi
Paolo Fabbri +
Elena Forin
Eleonora Frattarolo
Letizia M. Gatti
Francesca Girelli
Heidi Grundmann
Anna Maria Monteverdi
Teresa Macrì
Johann Merrich
Laura Rastelli
Wolfgang Storch
Emanuele Quinz
CURATORS
Francesca Alfano Miglietti
Patrizia Asproni
Antonio Attisani
Giuseppe Bartolucci +
Caterina Benincasa
Monica Bosaro
Martina Cavallarin
Adriaan Eeckels
Roberto Ape Fabbi
Elena Forin
Eleonora Frattarolo
Letizia M. Gatti
Francesca Girelli
Heidi Grundmann
Lorenzo Mango
Filiberto Menna +
Cesare Padovani +
Sandro Pascucci
Iolanda Pensa
Franco Quadri +
Davide Quadrio
Klaudia Ruschkowski
Maria Savarese
Wolfgang Storch
Elisabeth Zimmermann
PROGRAMMERS, HACTIVISTS
Andrea Borgnino
Cristiano Chesi
Tom Demeyer
Filippo Giunchedi
Horst Hörtner
Jaromil
Enrico Marchesin
Jeff Mann
Markus Seidl
LIGHTING DESIGNERS
Nevio Cavina
Arnaldo Ciavatta
Peter Knögler
Alessandro Moruzzi
Floriana Paci
Tommaso Rossi
SOUND ENGINEERS
Oliver Brunbauer
Andrea Felli
FILM EDITORS
Natalie Cristiani
Pietro Lassandro
Davide Montecchi
Jacopo Quadri
PHOTOGRAPHERS
Max Botticelli
Piero Delucca
Chico De Luigi
Patrizio Esposito
Stefano Ferroni
Guido Guidi
Roberto Masotti +
CINEMATOGRAPHERS
Marco Tani
Nicola Vicenti
ARCHITECTS, DESIGNERS, GRAPHIC DESIGNERS INTERACTION DESIGNERS
5+1 Architetti Associati
Anna Barbara
Massimo Brignoni
Marco Brizzi
Stefano Boeri
Umberto Cao
DAP Studio Milano
Paola Giaconia
Claudio Moderini
LAB[au] Brussels
Imperfettolab
Robert Rebotti / jacklamotta
Marcello Signorile
Leonardo Sonnoli
Stalker
Paolo Tassinari
Stefano Tonti
Verter Turroni
Riccardo Varini
Michele Zannoni
Marco Zaoli
ACTORS
Anna Bonaiuto
Franco Branciaroli
Antonio Catania
Michele Chiaruzzi
Claudio Di Palma
Nicoletta Fabbri
Fabiano Fantini
Michael Hirsch
Marold Langer-Philippsen
Saverio La Ruina
Roberto Latini
Sandro Lombardi
Maria Pambouki
Rita Maffei
Enzo Moscato
Silvio Orlando
Umberto Orsini
Moni Ovadia
Massimo Popolizio
Marcello Sambati
Heiko Senst
Giorgia Sinicorni
Wenting Yang
SET DESIGNERS
Damiano Bagli
Alessandro Moruzzi
Edoardo Sanchi
Luca Ruzza
Claudia Salomoni
Keiko Shiraishi
ECONOMISTS
Pier Luigi Sacco
SCIENTISTS, RESEARCHERS, THEORETICIANS
Sebastiano Bagnara
Nicole Dewandre
PUBLISHERS
Edizioni volatili
CUE Press
Quodlibet
Cronopio
FASHION
Born in Berlin
Mavranyma
Messagerie
Talking Hands
ART GALLERIES
Galerie Mazzoli, Berlin & Modena
Galleria Marcolini, Forlì
Al Blu di Prussia, Napoli
INTERNS AT GIARDINI PENSILI
Simonetta Belli
Laura Casadei
Laura Ciffolillo
Irene Dani
Gaia Martignoni Romanini
Natalia Soldati
Margherita Wolenski