2019
Ho immaginato Heiner Müller alla radio in un formato leggero e nomade. Un sistema virale che distribuisce le sue parole, la sua voce anche, nell’etere e nello spazio fisico della performance.
Similmente a una delle sue pagine manoscritte Funkhaus Heiner Müller è un campo elettrico. Stazione ricetrasmittente, dispositivo che crea vibrazioni, scariche, lampi, bagliori, ombre, cadute, mancamenti tra interno e esterno. Luogo alchemico dove i materiali si trasformano. Luogo attivato dalla storia e dalle persone. Ogni luogo geografico di presentazione entra nel titolo e lo rende unico. Gli episodi sono creati attraverso laboratori realizzati sul posto ai quali partecipano persone di ogni formazione. I partecipanti diventano così i protagonisti della messa in onda in diretta. Un formato radiofonico seriale che ha illustri esempi, basti pensare a Orson Welles col suo Mercury Theater on the Air (1938-1946). A Weimar è realizzata nel luglio 2019 la prima assoluta dell’opera in occasione dei festeggiamenti per i 100 anni del Bauhaus.
– RPD