2026
La Prima guerra mondiale vistra attraverso gli occhi di un bambino: questo il prologo dello storico mediometraggio muto, in stop-motion, La guerra e il sogno di Momi, restituito per la prima volta con l’inedita partitura di Roberto Paci Dalò eseguita dal vivo.
Il film del 1917 è restaurato a cura del Museo Nazionale del Cinema di Torino a partire da una copia nitrato lacunosa, imbibita e virata, conservata dalla Cineteca Italiana di Milano, da copie safety 35mm stampate negli anni Sessanta e da materiale 16mm stampato negli anni Ottanta, conservati dal MNC. Le colorazioni sono state rese riproducendo le tecniche dell’imbibizione e del viraggio usate all’epoca della produzione del film. Il racconto è concepito e realizzato dal mago degli “effetti speciali” Segundo de Chomón.
“In una delle frequenti lettere che invia alla famiglia e al piccolo Momi, il papà, combattente al fronte, racconta l’avventura di Berto, un eroico bambino di montagna che salva la madre da un’incursione degli austriaci, correndo a chiedere aiuto alle truppe italiane.
Momi rimane molto impressionato e si addormenta sul divano con i suoi pupazzi preferiti, Trick e Track, che, magicamente, insieme ai soldatini, cominciano ad animarsi e man mano scatenano una guerra totale, con attacchi di artiglieria pesante, armi chimiche e attacchi aerei sul paese di Lilliput. L’impeto è tale che finiscono per coinvolgere anche Momi, ancora addormentato, pungendolo con le baionette. Ma la battaglia era solo un sogno. Momi si sveglia e, insieme alla mamma e al nonno, prega per il ritorno del genitore.”
«Qui è il capolavoro della tecnica e del trucco. Questa pellicola, che è costata tempo, fatica e molti danari, porta lo spettatore in un regno di burattini che fanno la guerra come gli uomini d’oggi. Roba da restare stupiti! L’interpretazione delle armate burattinesche è meravigliosa, poiché il trucco è fatto alla perfezione. L’interpretazione degli artisti “di carne” è buonissima e noto il Gemelli, il Nepoti, la piccola e cara Stellina e il piccolo artista Petrungaro. Buoni tutti gli altri. La fotografia è degna del lavoro».
Angelo Menini, Napoli, anno IV, 20 aprile 1917, p. 19, rubrica “‘Film’ in giro”.
Il restauro, dedicato alla memoria di Maria Adriana Prolo, è stato eseguito presso il laboratorio di Bruno Favro a Torino nel 1991. Il Museo Nazionale del Cinema di Torino e l’Associazione Culturale Strade del Cinema di Aosta hanno pubblicato in dvd l’edizione del film restaurato all’interno del volume Omaggio in musica a Segundo de Chomón.